Rosanna intervista Mancinelli, autrice de “Inquietante delitto in Vaticano”

Intervista all’autrice

Benvenuta al Sole e Luna blog, siamo lieti di poter chiacchierare con lei.
Ci parli in primis di lei, si presenti e ci racconti della sua passione per la scrittura.

Grazie a voi per esservi interessati al mio lavoro… Che io però considero una “necessità”. Sono cresciuta da sola, e i miei amici sono stati i libri. Con i libri ho passato la maggior parte della mia vita, anche quando mi sono affacciata al sociale. Così esprimermi scrivendo è stata una conseguenza naturale. Un piccolo esempio? Avevo poco più di otto anni e mia madre mi suggerì di fare un regalo al mio fratellino di pochi mesi; io scrissi per lui una fiaba.
Per me scrivere è entrare in diretto contatto con le persone, un modo più immediato che non il parlare. Non a caso tutte le mie storie d’amore sono iniziate da uno scambio epistolare, da un’email, da una conversazione in chat.

Perché ha deciso di pubblicarsi con uno pseudonimo?

“Mancinelli” non è uno pseudonimo, è parte del mio cognome, il ramo “femminile” della mia famiglia, e mi è sempre piaciuto molto. Ho altri pseudonimi, che però definirei meglio come “eteronimi”. Scrivo molto, forse troppo, e anche cose molto diverse, quindi uso firme differenti, a secondo del genere.

Lei è nata a Roma, il suo romanzo “Inquietante delitto in Vaticano” è appunto ambientato nella capitale, come mai? Perché il Vaticano e non un’altra chiesa?

Ho studiato in una scuola cattolica e poi ho frequentato l’università Gregoriana. Ho avuto amici preti e teologi, conosco in modo abbastanza approfondito la chiesa di Roma.  Mi piace scrivere di quello su cui mi sento preparata, quindi… E poi c’era la “questione catacombe”.  Il romanzo mi ha offerto l’occasione di parlarne e di sfatare certi luoghi comuni.  Oltretutto mi è sembrata un’ambientazione perfetta per un Thriller.  Il Vaticano? Un’istituzione che andrebbe radicalmente rinnovata. Ho conosciuto persone valide che ne facevano parte, ma anche individui assetati di potere.  È fatta di uomini, buoni e cattivi, ma le sue “leggi” sono troppo rigide e maschiliste. Io cerco di scriverne senza offendere la sensibilità delle persone che hanno fede e si ispirano a Cristo, ma non sono disposta a subire il dictat di chi  sfrutta un credo religioso per il proprio vantaggio.

C’è un nesso fra il suo romanzo e quello di Dan Brown a parte la città? O meglio, in qualche modo questo autore l’ha ispirata?

La mia risposta a Dan Brown, se così vogliamo dire, è in un altro mio libro. Questo sì scritto con uno pseudonimo. Si tratta di “La profezia della stella” che ho firmato, insieme a un’amica, Marina Mayer. Ho sempre studiato con attenzione la religione cattolica, cercando di sfrondare ciò che “è venuto dopo” dal messaggio originale di Cristo. Il libro è frutto di questo studio e, per comunicare ad altri quanto avevo letto, invece di un noioso saggio ho scelto la forma del Thriller. È un libro pubblicato per la prima volta nel 2008 e che da allora continua ad essere apprezzato e venduto.

Dal momento che nei suoi romanzi ci sono tanti personaggi, anche in questo possiamo trovarne qualcuno Lgbtq?  Se così fosse, che messaggio vuole dare?

Sì, certo. La sottotenente Sara Vittorini è una donna omosessuale. Come nella vita “reale” il vicino di casa, il collega in ufficio, l’amico di scuola sono omosessuali, così  anche in una fiction che parafrasa la realtà ritengo normale la presenza di persone Lgbtq. Per secoli o non se n’è parlato affatto o se n’è scritto in modo discriminatorio. A me piace farli entrare, anche se con fatica, nella quotidianità e nella normalità cui hanno diritto.

Come riesce a passare da un thriller ad un romanzo esistenziale?

Per “vocazione” mi sarei accontentata di scrivere romanzi esistenziali, ma poi è arrivata “La profezia della stella”, di cui vi ho parlato. Da quel libro ho iniziato a scrivere Fiction. Vi sono alcune cose che possono essere “dette” solo usando un particolare genere narrativo, e quindi qualche volta lascio la scrittura esistenziale e mi diverto con i Thriller e i Noir. Il seguito di “Inquietante”, in attesa di pubblicazione, ha gli stessi protagonisti del precedente, ma si avvicina di più al genere Noir.
Il “passaggio” da un genere all’altro è dettato dall’argomento, e quindi accade in modo del tutto naturale.

 Sta lavorando a qualche altro bestseller?

Sì, come al mio solito, sto scrivendo diversi libri insieme. Anche il terzo della serie “Inquietante”, ma a questo punto non so ancora quanti arriveranno a conclusione. Sono piuttosto critica verso me stessa e non tutto ciò che scrivo arriva alla pubblicazione. Ed è un bene, credo… fare un po’ di scrematura alla “fonte”!

 

Intervista a cura di Rosanna Sanseverino

Condividi adesso!

Lascia un commento

*