Recensione a “I viandanti imperfetti” di Nicolò Vignati

viandanti imperfetti
La recensione

E buongiorno a tutti, cari lettori! Oggi voglio parlarvi del libro che ho appena terminato di leggere: “I viandanti imperfetti” di Nicolò Vignati. Prima di donarvi la mia opinione, voglio esporvi una breve trama, giusto per farvi capire un po’ di cosa si tratta.

TRAMA♦

Ci troviamo nella Roma dei nostri tempi: bellissima ma, al tempo stesso, scossa dal degrado e dai disagi della società odierna.

La protagonista è un’adolescente, Charlotte, che vive in una casa famiglia insieme ad altri ragazzini: Jessica, Tommaso, Gabriel, Francesco e Aarif. Tutti questi ragazzi hanno in comune un passato alquanto burrascoso; c’è chi è orfano, chi ha i genitori in carcere, chi è stato abbandonato quando erano ancora in fasce e chi invece ha i genitori alcolizzati o tossico-dipendenti.

Questi ragazzi sono sotto la responsabilità di due coniugi, Sergio e Ornella.

Purtroppo, però, per Charlotte quella casa famiglia è tutto fuorché una “casa”. E’ un vero e proprio incubo per lei. Infatti, da quando è entrata in quella abitazione, alla tenera età di soli 8 anni, la ragazzina è sempre stata vittima di violenze da parte del tutore Sergio. La ragazza infatti, non vede l’ora di compiere diciotto anni per poter fuggire da quell’inferno.

Gli anni passano e per Charlotte diventa sempre più difficile tenere a bada la sua ira contro quelle violenze. Rimane anche incinta di Sergio ma grazie ad un’aborto spontaneo, l’uomo la fa franca. Charlotte decide di denunciare l’accaduto alla signora Ornella, ma tutto ciò che ottiene è un rimprovero e una punizione: rimanere rinchiusa in soffitta per cinque lunghissimi giorni. Qui le violenze sull’adolescente non terminano, ma aumentano. Proprio in soffitta, Charlotte trova insieme al suo amico Aarif un baule, con uno scomparto segreto. L’orrore ricopre gli occhi degli adolescenti che si rendono conto che quel baule nasconde fotografie che ritraggono una bambina mentre viene violentata e maltrattata da Sergio.

Per Charlotte ormai è giunto il momento di andare via da quella casa indemoniata. Così fugge insieme al suo amico Aarif e vanno a vivere in Francia. Charlotte cresce e a distanza di dieci lunghi anni si ritrova come hostess in un aereo di linea. Durante il suo primo volo rincontra il suo primo e vero amore: Tommaso. Il ragazzo non nega che in tutti questi anni ha pensato moltissimo a Charlotte. Adesso Tommaso vive a Londra, lavora in un’azienda di rilievo ed è fidanzato con una ragazza un po’ problematica. Charlotte e Tommaso trascorrono quattro giorni insieme. Si giurano amore eterno, ma prima Tommaso deve risolvere i suoi problemi con la fidanzata. Si ripromettono di sentirsi presto, cosa che non avverrà successivamente.

Passano altri anni e una mattinata Charlotte sente al telegiornale una notizia che le alleggerisce il cuore: Sergio è stato ucciso da un uomo; a quanto pare avevano dei conti in sospeso.

Alla fine della vicenda si viene a scoprire che l’assassino altro non è che il nonno della bambina raffigurata nelle orribili fotografie del baule in soffitta. Adesso che la verità è stata svelata al mondo intero e che finalmente giustizia è stata fatta, Charlotte può andare avanti con la sua vita, senza il timore che il suo passato possa bussare di nuovo alla sua porta.

♦LA MIA OPINIONE♦

Adesso che vi ho delucidato con un breve intreccio delle vicende, andiamo a noi.

Innanzitutto voglio precisare che questo libro non fa parte del genere che solitamente leggo. Nonostante ciò, devo ammettere che, fin da subito, mi sono appassionata alla trama, tant’è vero che l’ho letteralmente divorato.

Il libro consta di 251 pagine ed è suddiviso in 20 capitoli. Le vicende racchiudono un periodo di circa venti anni. La narrazione varia dalla prima persona (il punto di vista di Charlotte) alla terza persona. Il più delle volte riscontriamo i pensieri più profondi della protagonista; questi pensieri ci aiutano ad entrare maggiormente dentro la vicenda narrata.

Lo sfondo della vicenda è abbastanza crudele e, purtroppo, reale.

Per farvi capire il tema portante di questo libro, vi cito una frase che racchiude tutto il senso di questo racconto:

Ma io poi sono mai stata una bambina? Non credo di ricordarmelo, perché se sento le mie coetanee loro rammentano una bambola prediletta o un orsetto con cui dormivano, ma io? Io non mi ricordo cose di questo genere

Da queste poche righe viene subito fuori il tema principale: la privazione dell’infanzia. A Charlotte viene negata la sua innocenza. E’ costretta a crescere troppo in fretta e a subire violenze che nessun bambino dovrebbe mai vedere o subire. Charlotte si sente abbandonata a se stessa; abbandonata da un Dio al quale non crede più. La bambina si chiede spesso, infatti, “perché quel Dio di cui tutti parlano da sempre non abbia fornito le donne della stessa forza degli uomini per poterli contrastare”. Charlotte, quindi, è l’occhio della società. Anche lei vede la donna come il sesso debole e come tale è costretta a subire. L’adolescente è consapevole di essere da sola e di non poter contare sull’aiuto di nessuno, ma solo se stessa. E’ questo che le dà la forza di lottare per la propria libertà. Charlotte definisce, infatti, la sua vita come una “sala d’aspetto” e non vede l’ora di poter entrare in “salotto”. Paragona la sua fuga a un ambiente accogliente e intimo, dove nessuno può più farle del male. Non riesce a fidarsi di nessuno, tant’è vero che definisce Ornella come una “vera e propria imbecille”. La donna, infatti, è consapevole dei gesti orribili compiuti dal marito, ma non fa nulla per evitarli. Da qui, si deduce che, oramai, Charlotte non si ci può fidare nemmeno delle persone del suo stesso sesso. Charlotte è scoraggiata; è scoraggiata e amareggiata da un sistema corrotto e ingiusto che è presente in Italia. Lei sa perfettamente che la giustizia va al contrario. Sa che se anche arrestassero Sergio, sarebbe fuori nel giro di un attimo e poi gliela farebbe pagare per il resto della sua vita. Quindi, non le resta che aspettare che il destino faccia il suo corso e che giustizia sia fatta senza che lei possa intervenire. Questo è ciò che infatti avviene alla fine. Quando giustizia fu fatta, il cuore le si alleggerì e finalmente poté vivere la sua vita felice.

Credo che, a causa dei temi forti, questo non sia un libro adatto a tutti. Bisogna essere abbastanza coscienti del fatto che la situazione descritta da questo autore, ahimè, non è la novità del giorno. Quante ragazze e bambine sono costrette a subire violenze sia fisiche che psicologiche ai giorni d’oggi? Tante! Fin troppe, forse! Il mio è un appello a tutte queste vittime. Denunciate! Non lasciatevi intimorire dalle minacce. Solo denunciando sarete libere.

Detto ciò, posso assicurarvi che vale davvero la pena leggere questo libro. Quindi non mi resta che augurarvi buona lettura!

♥Adriana Sanfilippo♥

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