Crea sito

Il lungo inverno invincibile di Silvia Tufano

Oggi vi presentiamo un nuovo romanzo, di Silvia Tufano: Il lungo inverno invincibile. Potete trovare il libro su Scatole Parlanti

Il primo incontro tra i due protagonisti di questo romanzo non avviene in uno scenario idilliaco; malgrado ciò, Bob capisce subito di trovarsi di fronte a un bambino speciale, Robert. Il legame tra i due risulta subito palpabile e indissolubile, ma un lungo inverno – metaforico e non solo climatico – spinge il loro cammino su due percorsi paralleli. Le loro unicità e le loro storie si fondono in un vortice di affetto, amicizia e surrealismo, in una dimensione spazio-temporale senza limiti e oltre il tempo. Quanto di quello che avranno vissuto insieme, però, sarà realmente accaduto e quanto, invece, soltanto immaginato?

L’autrice:

Silvia Tufano è una pedagogista specializzata nel recupero del disagio sociale. Ha trascorso gran parte della sua esistenza a Napoli e provincia, dove ha lavorato a fianco degli ultimi e degli invisibili. Tra i suoi precedenti lavori figurano la raccolta di racconti brevi Il sole sorge a est (Aletti Editore, 2014) e il romanzo La pioggia si può bere. Si è aggiudicata quattordici premi letterari in Italia e all’estero. Artista poliedrica, è conosciuta anche negli Stati Uniti, con cui intrattiene rapporti lavorativi costanti dal 2016.

il lungo inverno invincibile segnalazione romanzo

Mi ero seduto lì come tutti i pomeriggi; giocavo con i sassi che immaginavo essere come pensieri e che mi divertivo a raccogliere e a lanciare lontano, quando iniziavo ad avvertirne il peso. Restavo qui per ore in silenzio e non riuscivo a capire perché gli adulti fossero sempre troppo seri e perché facessero così tanta fatica a sorridere. Avevano smarrito la via della leggerezza che è l’unica che ci consente di attraversare questo mondo senza restarne sopraffatti.

Prima di andare via avevo dato un ultimo sguardo alla rana a tre zampe che avevo trovato qualche giorno prima e che se ne stava lì, sola e intorpidita dal freddo. «Tu sì che sei fortunata, amica mia! Non hai bisogno di dover combattere ogni giorno per dimostrare di essere diversa dalle altre rane» le ripetevo sempre prima di salutarla con un colpetto sulla schiena che la faceva balzare puntualmente, come colpita da una scossa elettrica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.