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Intervista a Francesca Napoli autrice di: L’inquietante urlo del silenzio, Butterfly edizioni

1)      Ciao Francesca, benvenuta nel nostro blog. Vuoi, come prima cosa, raccontare qualcosa di te al nostro pubblico?

Ciao Laura, innanzitutto ti ringrazio per avermi ospitata nel tuo blog. Sai questa è la domanda che più mi mette in crisi, mi riesce molto difficile parlare di me stessa ma ci provo. Dalla biografia presente nella quarta di copertina potete apprendere alcune informazioni, quelle essenziali diciamo. Posso aggiungere che sono una ragazza dalla vita a dir poco frenetica, mi piacerebbe un giorno poter dire sono una wonder-woman, una donna tutto fare, che sa dedicarsi alla carriera ma che non toglie spazio agli affetti. Per adesso, nel mio piccolo, cerco di fare questo. Mi dedico pienamente allo studio e anche al mondo dello sport che ho cominciato ad apprezzare annetto fa e da un po’ di tempo cerco di cimentarmi sempre in nuove discipline. Tra queste, sicuramente quelle che più mi piacciono sono zumba e danza del ventre. Trovo anche il tempo di uscire e divertirmi, mi piace tantissimo andare a ballare. La cosa che più mi dispiace, però, è aver poco tempo per la lettura, ho tanti libri conservati che ancora non sono riuscita a leggere.

2)      L’inquietante urlo del silenzio è il tuo primo romanzo. Come sei passata dal manoscritto all’idea di vederlo pubblicato? E com’è stato il tuo incontro con l’editoria?

Pubblicare un libro era, da sempre, uno dei miei sogni nel cassetto. Sono sincera, per me era un sogno con la S maiuscola, una classica utopia. Lo ritenevo talmente irraggiungibile e impossibile da realizzarsi che non lo consideravo nemmeno, non mi sforzavo più di tanto. Devo necessariamente ringraziare una mia cara amica che mi ha dato la spinta per provarci. All’inizio lo consideravo un passatempo senza importanza, pian piano ho cominciato a notare che non ero più alle prese con un gioco ma si trattava della realtà. Ero incredula, da sola ero riuscita in qualcosa importantissima. Ovviamente non avevo esperienza in fatto di case editrici e quant’altro ma devo dire che sono stata molto fortunata. Ho trovato quella giusta senza nemmeno cercarla per davvero. La Butterfly Edizioni è molto seria, professionale e precisa. Io sono fiera di farne parte.

3)      Questo è un romanzo ad alto tasso adenilico, si può definire persino un thriller psicologico. Da dove nasce l’ispirazione per questo genere di racconti?

Nessuno finora aveva mai definito il mio, un romanzo ad alto tasso adenilico e devo confessarti che l’espressione mi piace molto. Gli argomenti trattati nel mio libro mi hanno da sempre interessato, catturato e quasi ammaliato. Sinceramente non so nemmeno io il motivo. Prima di iniziare a scrivere il mio romanzo, ho fatto mente locale e ho cominciato ad esaminare quelle scarse notizie che avevo tratto da ricerche personali o anche da qualche film. Dopodiché le ho rielaborate, romanzate, arricchite, colorate. Mi sentivo proprio un’artista che con la sua fantasia e creativa iniziava a tessere un romanzo con l’unico scopo di attirare l’attenzione del lettore e creare quasi un po’ di suggestione. Molti mi hanno detto che hanno letto il libro tutto d’un fiato perché erano curiosi di sapere come si concludeva la storia: beh questo era l’effetto che volevo ottenere.

4)      L’inquietante urlo del silenzio è un romanzo molto breve. Perché questa scelta?

Non è stata una scelta, una cosa voluta. Da un lato sono soddisfatta del risultato, molti hanno letto il libro tutto d’un fiato e anzi coloro i quali non amano particolarmente si sono lasciati trasportare proprio dal fatto che fosse breve. Dall’altro lato, adesso, penso che avrei potuto dilungarmi di più su alcune scene, evidenziare meglio alcuni particolari, descrivere più accuratamente alcuni personaggi. Magari un giorno proverò a scrivere un seguito. Molti me l’hanno proposto perché si sono particolarmente affezionati alla protagonista.

5)      Come influenzano le tue letture, il tuo stile letterario? Ci sono autori che preferisci? E come ti pone di fronte ai romanzi di chi è esordiente come te?

Innanzitutto posso dirti che il mio autore preferito è Guillaume Musso; di lui apprezzo particolarmente il fatto che prima di ogni capitolo inserisca una citazione famosa. Sicuramente leggere aiuta molto, non solo per arricchire il tuo bagaglio culturale, ma anche per perfezionare il proprio lessico e di conseguenza scrivere meglio. In questo periodo mi sono dedicata molto agli autori emergenti, diciamo che sto cercando di leggere quasi tutti i libri editi dalla Butterfly. Spero di riuscire a trovare il tempo.

6)      Se il tuo romanzo diventasse un film, quali attori sceglieresti per interpretare i protagonisti?

Ma che bella domanda. Per la protagonista non ho dubbi sicuramente sarebbe l’attrice straniera Kristen Stewart. Atena, invece, Nicole Kidman. Un’attrice italiana, Monica Bellucci, interpreterebbe il ruolo di Amalia. Questi credo che siano i personaggi principali, per gli altri dovrei rifletterci ancora un po’.

7)      Ci regali un passo del romanzo?

Vi regalo un passo tratto dall’ottavo capitolo:

 “C’era qualcosa nei suoi occhi…qualcosa di malvagio e al contempo ammaliatore..qualcosa per cui, solo guardandola, tu le avresti obbedito, in tutto e per tutto. E c’era qualcosa anche in me. Qualcosa che non sapevo nemmeno come chiamare, di certo non era qualcosa di normale”.

8)      Nel tuo romanzo vengono trattati temi molto forti come la pazzia e il manicomio. C’è un messaggio che vorresti far arrivare al lettore?

Sono del parere che ognuno di noi, quando legge un libro, lo interpreta a modo proprio e di conseguenza capta il messaggio che più sente suo. In effetti, sono tante le cose che vorrei far arrivare, ma più di tutto mi preme dire ai miei lettori che, anche quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, anche quando si sente di aver toccato il fondo, anche se intorno a noi sembra tutto nero, si può sempre sperare e sorridere.

9)      Qual è il rapporto che si instaura fra l’editore e l’autore? E quale quello fra scrittori della stessa casa editrice?

Io direi ottimo in entrambi i casi. Con Argeta Brozi, direttrice editoriale, ho instaurato un rapporto basato su stima, rispetto, fiducia e affetto reciproci. Continuo a ribadire quanto sia speciale, il nostro piccolo grande capo. Devo dire che anche tra me e gli altri scrittori della Butterfly si è instaurato un bel rapporto, non credo sussistano invidie o gelosie anzi cerchiamo di appoggiarci e sostenerci a vicenda.

 

10)  Progetti futuri? Dove può seguirti il pubblico?

Sto già scrivendo il mio secondo romanzo che spero di terminare a breve. Potete aggiungermi su face book e seguirmi sulla pagina intitolata al mio libro, aggiornata con le ultime novità: interviste, recensioni, presentazioni.

Questa era l’ultima domanda, Francesca. Grazie per aver partecipato e in bocca al lupo per il tuo futuro letterario.

 Grazie a te Laura e crepi.

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