Intervista a Jury Livorati, autore di: “L’eredità”, 0111 edizioni

cop1)      Ciao Jury, benvenuto nel nostro blog. Vuoi presentarti al nostro pubblico?

Ciao a tutti e grazie a voi per avermi “accolto” nel vostro spazio. Su di me non ho molto da dire: sono un ragazzo di 27 anni, sposato e con due bambini che rappresentano per me tutto. Mi sono laureato nel 2009 in Biologia Molecolare, ma lo splendido contesto della crisi, unito alla mia situazione famigliare precoce, mi hanno portato a vagare nel limbo della disoccupazione, per poi passare a qualche lavoro di ripiego, fino alla situazione attuale in cui sono orgoglioso membro dello staff commerciale di un’azienda di dispositivi medici.

 

2)      Come nasce l’idea di scrivere L’eredità?

L’idea di scrivere “L’eredità” nasce dalla passione per la lettura e poi della scrittura che mi porto dietro dalla primissima adolescenza. I primi risultati di questo “hobby” (perché sempre vorrò considerarlo così, altrimenti lo vivrei male) li ho visti nel 2008 con una raccolta di racconti e poi nel 2011 col primo romanzo autopubblicato.

Sull’onda dell’entusiasmo ho ripreso tra le mani una bozza di romanzo iniziata nel 2004 o 2005 e che era appunto l’embrione de “L’eredità”. Fortunatamente, gli anni trascorsi dall’idea alla realizzazione (il grosso del testo risale al 2011) hanno portato esperienza, convinzione, crescita stilistica (ancora in progress) e idee per intricare la trama. Alla fine gli sforzi sono stati premiati con la prima vera pubblicazione, e senza contributo.

 

3)      Ci presenti il personaggio che più ti è rimasto nel cuore di questo romanzo?

Bellissima domanda. Direi che è Mattia, il figlio dei protagonisti. Sarà che in lui ho messo parte di mio figlio; sarà che rispetto ad altri interviene meno nelle vicende, ma quando lo fa introduce elementi determinanti, anche se nessuno gli dà retta; insomma, io stesso, da autore, non lo conosco fino in fondo e mi sarebbe piaciuto approfondire la sua caratterizzazione. Ma la creatività segue certi binari e non mi azzardo a uscire dal tracciato. Adesso che me lo dite, però, potrei ripescare Mattia in qualche lavoro futuro…

 

4)      Se il tuo romanzo dovesse descriversi attraverso i colori; quali sarebbe e perché?

Il colore dominante è il verde fluorescente. Compare in una delle scene più intense, a mio parere, anzi nella scena che di fatto ha scatenato l’idea dell’intero romanzo, quella in cui Roberto è paralizzato a letto. Sarebbe scontato pensare al nero, dal momento che parliamo di un mistery-horror, ma il verde è più intrigante, penetrante, infido. La sua fosforescenza ti attira, la sua tonalità ti rassicura, ma sotto sotto esiste qualcosa di spaventoso.

 

5)      Cosa significa scrivere un libro? E quali consigli daresti a un autore che si affaccia per la prima volta nel mondo dell’editoria?

Per me scrivere un libro significa dare sfogo ad una esigenza forte, quasi dolorosa se mi passate il termine. Se non scrivessi starei male, come quando all’Università sai che dovresti studiare anziché startene a oziare davanti alla televisione. Non voglio che la mia vita si appiattisca, voglio continuamente trovare nuovi stimoli, e scrivere mi aiuta in questo ponendomi di fronte a sfide sempre nuove. Perché, come ho scritto tempo fa su Facebook, trovare l’editore, che sembra il passo più arduo, in realtà non è che l’inizio.

A chi si affaccia al mondo dell’editoria consiglio di giocare bene le proprie carte. Il primo passo è valutare criticamente e oggettivamente la propria opera: siamo in grado, anche se non vogliamo ammetterlo, di capire se qualcosa che abbiamo scritto sia davvero pubblicabile, e da chi. Poi non bisogna neanche svendersi troppo semplicemente e cadere nella trappola dell’editoria a pagamento. Io consiglio di leggere e rileggere il proprio lavoro, correggerlo fino alla nausea, cercare editori piccoli e medi compatibili al genere trattato e darsi un anno/un anno e mezzo di tempo prima di passare eventualmente al self-publishing. L’importante è non fare mai passi più lunghi della gamba.

 

6)      Ci sono autori che hanno influenzato il tuo percorso letterario?

Sono cresciuto a pane e Stephen King e la passione per la scrittura mi è derivata principalmente da lui. I suoi libri sono magia, i personaggi sembrano in carne ed ossa, le trame sono di rado banali. Coi suoi romanzi ho avuto paura, mi sono emozionato, ho pianto, ho sorriso, ho imparato. Sono partito a scrivere per diventare come lui. Poi negli anni ho provato altre letture e penso che così si sia forgiato il mio stile: la ricerca del dettaglio e della profondità psicologica alla King, unita però a generi che possono spaziare anche oltre l’horror (vi consiglio di leggere la trama di “[email protected]”, il mio romanzo autopubblicato, e vi do appuntamento al prossimo romanzo fantasy…)

 

7)      E tu? Che tipo di lettore sei? Quanto spazio dai agli esordienti?

L’essere diventato un autore emergente mi ha messo in contatto con un mondo sommerso di cui ignoravo l’esistenza. Gli scrittori in erba, in Italia, sono migliaia, e chi l’avrebbe detto? Non ho mai letto niente che non fosse pubblicizzato in libreria, in TV o alla radio prima dell’anno scorso, ma oggi ho invertito la rotta. I libri degli scrittori affermati, in molti casi, mi irritano, perché alcuni non meritano il successo che hanno. Ci sono autori meravigliosi costretti a pubblicare con Lulu o altri servizi di self-publishing solo perché se non hai agganci nell’editoria rimani nessuno.

Al momento, se mi è concesso fare pubblicità, sto leggendo “La piccola equilibrista” di Stefano Vignati (0111 edizioni) e appena dopo ho pronto “Primus” di Massimo Valentini (Lettere Animate Editore).

 

8)      Progetti futuri? Dove può seguirti il pubblico?

Invito tutti a visitare le mie pagine Facebook “L’eredità di Jury Livorati” e “[email protected] di Jury Livorati” (ne faccio una per ogni libro, per ora) e a mettere Mi Piace: un piccolo clic per un uomo, un grande orgoglio per l’autore. Poi, se vi va, seguite il mio blog jurylivorati.blogspot.it: non posto con grande frequenza, ma trovate i dati di tutti i miei lavori passati, presenti e futuri, le date delle presentazioni, i concorsi a cui partecipo.

Nell’immediato sarò presente al Fantasy Books Festival 2013 di Pandino (CR), se qualcuno è della zona lo invito a visitare l’evento. Poi potete trovarmi, virtualmente, su IBS e sui principali siti di eCommerce col mio libro, se vi va.

E l’appuntamento è per fine anno, se tutto va bene, col primo capitolo di una interessante trilogia fantasy.

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