Intervista a Marco Visentin Autore

Buongiorno a tutti! Ecco la nostra prima intervista del mese, con Marco Visentin, Professore di un liceo romano, giornalista e autore del libro “I ditteri"!

Pronti a conoscerlo? Ebbene, ecco qui:

L’INTERVISTA

Benvenuto nel Sole e Luna Blog per scrittori esordienti! Ti va di presentarti al nostro pubblico? Dove vivi? Come riempi le tue giornate?

Bentrovati. Mi chiamo Marco Visentin, ho 47 anni, sono giornalista e insegno filosofia e storia in un liceo di Roma. A Roma pure vivo e sono nato, e circa il riempimento delle giornate, dormo, leggo, sia cose per l’insegnamento che per diletto, e vado spesso a cinema e a teatro.

Com’è nata la passione per la scrittura?

Da piccolo scrivevo poesie. Dall’adolescenza in poi, mi piace raccontare storie, e curare la forma del raccontato. Dalle poesie dell’infanzia, ho preso la mania per la ricerca del giusto lemma, del verbo appropriato; poi con gli anni credo di avere arricchito la gamma del materiale narrabile.

Ti va di raccontarci in breve la trama del libro che ci vuoi presentare?

Il libro si intitola I ditteri, e parla di una studiosa di questo ordine di insetti a partire da quel momento, pressoché costante nella quotidianità dell’uomo contemporaneo, in cui si completano gli studi ma non si lavora ancora. L’idea è che tutta la realtà sia doppia: ciò che sembra vero è falso; ciò che parrebbe impossibile, vero; le convinzioni scientifiche della protagonista che vengono dichiarate fallaci sono invece vere e fertili; il sapere scientifico condiviso è manchevole e subdolo.

Chi è il protagonista assoluto della storia?

Silvia K., l’entomologa di cui ti ho detto. La faccio parlare sia in terza persona singolare, sia, con l’avanzare della narrazione, in prima. In generale, ciò che succede è filtrato perlopiù attraverso i suoi occhi e le sue emozioni. E’ stato interessante lavorare da scrittore maschio sull’immedesimazione in un personaggio femminile. Anche se ritengo che le categorie dell’appartenenza sessuale non abbiano poi alcun significato, al di là di quello strettamente biologico e fisiologico.

Hai preso spunto da te stesso o da alcune tue conoscenze per tratteggiare i personaggi del libro?

Circa il momento del passaggio dallo studio al lavoro, ho trasferito molte mie esperienze. Sull’entomologia, ho dovuto studiare anni per costruire credibilità attorno all’attività scientifica, avendo compiuto tutt’altro tipo di studi. Però avvertivo l’urgenza di utilizzare gli insetti come materia narrabile, sia per il loro spesso stare nascosti, oltre il visibile, sia perché i ditteri, nome che etimologicamente significa «due ali», mi dava la possibilità di lavorare sulla doppiezza.

Perché pensi che un lettore dovrebbe dedicare parte del proprio tempo al tuo libro?

La lettura della narrativa è una azione libera e volontaria. Come tale dipende dalla fiducia che si ha nella promessa dell’opera, e in quanto autore io sono il promittente meno imparziale possibile. Mi piacerebbe che qualcuno si avvicinasse alla lettura de I ditteri, perché qualcun altro gli ha detto che gli è piaciuto. O perché ha letto una recensione che lo ha irretito. In rete, se ne trovano quattordici https://drive.google.com/file/d/1fgug6UwA5ZZhXlfB95Pxj4A2Sv-AkcKi; due sono della settimana trascorsa, a testimonianza di un interesse che non viene meno. E solo una di queste quattordici critiche non è pienamente positiva, con un giudizio chiaroscurale sul libro.

Hai già tenuto delle presentazioni? Come sono andate? Quale credi sia il modo migliore per promuovere il proprio libro?

Ne ho fatte tante. Per contarle tutte sono andato a rivedere l’archivio dei comunicati stampa: anche queste sono quattordici! Sono andate tutte molto bene, chiaramente con una presenza calante di incontro in incontro. Le presentazioni non servono tanto in se stesse, ma per fare parlare del libro attraverso i comunicati stampa. I giornalisti e i blogger che li ricevono ogni tanto chiedono il libro per una recensione, o propongono un’intervista, come questa. Purtroppo, la grande comunicazione mainstream e le librerie tendono a porre i riflettori, non senza delle motivazioni valide a volte, sempre sulle stesse case editrici, la stessa famiglia di autori, la stessa cerchia di autoreferenzialità. È piuttosto disarmante.

Cosa pensi dell’attuale editoria italiana?

Il problema è che scriviamo in una lingua relativamente minoritaria nel mondo, e rappresentiamo una comunità linguistica con pochi lettori e troppi scrittori. Tutte le storture, le anomalie, le prepotenze, le manchevolezze, e molte delle trascuratezze sono riconducibili a questi fatti.

Vuoi indicarci un indirizzo o una pagina web dove poterti seguire?

Ti darei gli indirizzi delle pagine social attraverso cui informo di nuovi appuntamenti, nuove interviste, nuovi passaggi radiotelevisivi, nuove recensioni.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/ditteri/;

Twitter: https://twitter.com/visemarco;

Instagram: https://www.instagram.com/marcovise71/

Quali i tuoi progetti futuri in ambito letterario?

Ho qualche idea sia per narrazioni realistiche, che per racconti ad ambientazione distopica come I ditteri. Devo solo trovare la concentrazione e la costanza dar loro svolgimento.

Grazie per essere stato con noi e buon proseguimento.

Grazie a voi per l’ospitalità.

 

SoleLuna per scrittori e case editrici emergenti: https://soleeluna.altervista.org/

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