#Intervista-Dì: Eliana Deleo

Oggi al Sole e Luna Blog siamo in compagnia di Eliana Deleo, autrice del romanzo Gens Nova.

Grazie per essere con noi e per averci dedicato il tuo tempo.

Passiamo subito alle domande:

Chi è Eliana quando non scrive, e chi è Eliana quando scrive?

Grazie a voi per l’ospitalità, è un piacere essere qui. Come avrete capito, mi chiamo Eliana, Ellie per gli amici. Sono la primogenita di tre sorelle, l’unica mora fra due belle bionde, purtroppo non più molto piccole. Le sorelline crescono troppo in fretta! Erano così carine… quando non sapevano ancora parlare. Abito sui monti, il luogo ideale dove portare a spasso i miei tre cani e l’ultimo arrivato, un micio ormai convinto di essere un canide. Ho sempre molto da fare, siamo una famiglia numerosa, ma trovo comunque il tempo per scrivere e me lo faccio rendere. In fondo, sono un tipo mattiniero.

Cosa ha influenzato la tua passione?

Suppongo non ci sia un vero motivo. Ho sempre letto molto e mi divertivo spesso, da piccola, ad imitare i vari stili di scrittura dei miei autori preferiti. Alla fine ho sviluppato il mio, di stile, e da allora non ho mai smesso di scrivere, sino a che non ho deciso di creare qualcosa di veramente mio, un romanzo per cui essere ricordata. In fondo, è ciò che l’essere umano tenta di realizzare sin dall’alba dei tempi: fare in modo che il proprio nome sopravviva anche dopo la morte.

Raccontaci in breve del tuo libro.

Gens Nova I. Geneticamente modificati è il primo volume della saga Gens Nova, un romanzo di fantascienza che si ambienta in un futuro completamente diverso dal nostro. Nel 3024, infatti, l’ecosistema è cambiato e l’essere umano è ormai una specie obsoleta che sta lentamente incorrendo nell’estinzione. Per evitare che questo accada, il capo di Stato del Canada, Rooter attua una selezione umana senza precedenti, atta allo scopo di creare individui geneticamente perfezionati, in grado di condurre l’uomo a sottomettere le straordinarie specie ormai padrone del Nuovo Mondo. Nove individui selezionati su scala mondiale verranno privati della libertà e resi alieni ai loro stessi occhi. Ridotti a strumenti della volontà di Rooter, i Prescelti impareranno a conoscersi gli uni con gli altri, e a padroneggiare le nuove capacità acquisite.
Ma Ardea, a differenza loro, si rivelerà non essere una vittima inconsapevole del proprio famelico aguzzino, ed i suoi compagni di sventure comprenderanno che c’è sempre un’altra scelta. Anche se questa significherà consegnare la loro anima nelle sue mani. La Gens Nova combatterà per la propria libertà, ma fra Ardea e Rooter, chi è il salvatore e chi è il carnefice?

Il tuo libro, primo della saga “Gens Nova – Geneticamente modificati”, è un fantascientifico. Cosa vuoi dimostrare? Cosa ti ha spinto a scrivere un libro così?

“Dimostrare” è un parolone, nel mio caso. La scrittura è sempre stata la mia vita e arrivata a questo punto vorrei poter vivere di essa. Purtroppo non si dimostra una strada facilmente percorribile, ma non mi arrendo. Gens Nova è stato il mio primo romanzo, ed è un fantascientifico proprio perché ho sempre avuto un debole per la genetica e la biologia. Inoltre, l’idea di un tale scritto è nata proprio dal fatto che film e romanzi prevedono il futuro come una grigia distesa di cemento e di tecnologie avanzate. Ho deciso di fare l’esatto contrario: l’uomo non sarebbe più stato la specie dominante sulla Terra.

Con quale aggettivo definiresti il tuo libro? Come convinceresti un nuovo lettore a perdersi tra le sue pagine?

Questo romanzo è stato scritto seguendo fedelmente l’idea di realizzare qualcosa di originale e mai letto prima. In Gens Nova non troverete elfi, nani, maghi o streghe, ma la specie più eccezionale e ricca di sorprese che questo pianeta abbia mai visto: l’essere umano. Fra queste pagine, i personaggi crescono e imparano, a proprie spese, che nessuno riuscirà mai a conoscere pienamente se stesso. Ci sarà sempre qualcosa, nel nostro profondo, in grado di emergere all’improvviso per sorprenderci, a volte in bene e altre in male. E che la vita difficilmente ti permette di mantenere intatta la tua innocenza.

Il fantascientifico è l’unico genere in cui ti sei cimentata o ti appassionano anche altri generi?

Oltre a Gens Nova, che si dimostrerà una saga di almeno cinque libri, sto scrivendo anche un thriller, il cui titolo ufficioso è “Non dire il suo nome”. Dopo di che ho in mente anche un drammatico, che tratta la storia di mia madre e che sarà una bella sfida da realizzare.

Oltre ad essere una scrittrice, sei anche una lettrice accanita? Cosa prediligi leggere e cosa non leggeresti mai?

Oh, sì, non vivrei senza lettura. Ho letto di tutto, approcciandomi per prima cosa al fantasy, la cui passione, tuttavia, è stata tanto intensa quanto breve, come un fuoco che brucia la carta. In seguito ho apprezzato diversi classici, mentre per quanto riguarda il thriller sono sempre stata un po’ più selettiva, in quanto mi sembrano un po’ tutti uguali. Se posso dare un consiglio, leggete “Il college delle brave ragazze” di Ruth Newman. Il finale è eccezionalmente geniale. Il genere che prediligo in assoluto, comunque, sono i libri di fantascienza di Orson Scott Card e Michael Crichton.

Progetti per il futuro?

Vorrei fare della scrittura il mio lavoro, ma so che è una strada piuttosto lunga e di difficile realizzazione. In qualunque modo vada, comunque, continuerò a scrivere, poiché non è un semplice hobby, per me, ma una vera e propria passione. Per quanto riguarda il resto del futuro, mi piacerebbe aprire un locale in stile gotico, in cui organizzare cene e serate a tema e tante altre cose. Insomma, qualcosa sempre all’insegna dell’originalità, come per quanto riguarda i miei scritti.

 

Intervista a cura di Sara Cordioli

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