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Intervista a Luigi Mancini, autore di: “Il punto esatto di due anime”, Butterfly edizioni

untitled1)      Ciao Luigi, ti diamo il benvenuto nel nostro blog. Ti va di presentarti al nostro pubblico?

Ciao Laura, sono io a ringraziare voi per l’accoglienza. Presentarmi al pubblico, vediamo … Mi chiamo Luigi, ho 33 anni, sono nato nella meravigliosa Napoli e vivo a Reggio Emilia da ormai 12 anni. Può andare? J

2)      Scrivi fin da giovanissimo, soprattutto poesie. Cos’è per te la scrittura?

Sì, vero, scrivo da quando avevo 11 anni, dalla prima malinconia, per intenderci. Ho iniziato a farlo per caso, senza nemmeno accorgermene, avevo un quaderno di pensieri e lo nascondevo sempre a tutti. La poesia mi ha  sedotto già dalle elementari quando, una pagina intitolata:  “La pioggia nel pineto”,  mi condusse in luoghi sconosciuti. Ho parlato di malinconia, quel malessere sublime che ogni tanto mi trova, mi rapisce e senza un motivo mi tiene più in là da tutto e tutti. Ecco, per me la scrittura è riuscire ad esorcizzare quei momenti, quasi a dare un colore e una forma al vacuo. Ma non sono UNO TRISTE, vivo con gioia infinita il mio stato malinconico. Per quanto riguarda la poesia, devo ringraziare la prof. Albina Arpaia, una persona incantevole, mi ha salvato con un libro di poesie.

3)      Parliamo subito del tuo romanzo che, come sai, mi ha davvero colpito molto. Come nasce la storia?

Nasce dalla voglia di scrivere qualcosa di diverso, qualcosa che nell’universo che mi appartiene, è una storia universale. Il romanzo è relativamente breve, parlo in prima persona, quindi a nome di Luca, un uomo che a 30 anni decide di mettersi a nudo davanti a se stesso, quindi non parla ai lettori, ma alla sua coscienza, usa il suo linguaggio e non vuole piacere a nessuno, non si ferma ad attaccare bottoni marroni a dei cappotti beige, bada al sodo. Il romanzo è molto metaforico, avrei potuto renderlo più accessibile, ma non ho voluto.  E’  un continuo flashback tra passato e presente, alla fine a parlare è un ex tossicodipendente, un maledetto, per intenderci, ma è anche romantico, un romanticismo insolito, quindi se ci si aspetta un romanzo rosa o qualcosa tipo harmony, forse è meglio stare lontani da “Il punto esatto di due anime”. Girovagando per il web, mi sono accorto di aver scandalizzato qualcuno, ma la colpa è di Luca, non sono riuscito a tenerlo a freno. Ho cercato di tenere lo stesso ritmo senza mai uscire completamente dalla mia assurda poetica, credo di esserci riuscito, ma sono troppo di parte. J

Ci sei riuscito molto bene, te lo dico io che non sono di parte!

4)      Luca e Anna sono i protagonisti del romanzo. Chi sono? E come li hai incontrati?

Sono due ragazzi molto sensibili, cresciuti in una realtà particolare, come lo è quella della periferia di Napoli, ma la storia poteva essere ambientata a Roma, Firenze, Milano, certe realtà esistono ovunque, ho preferito parlare di luoghi che conosco, inneggiando la mia Napoli in alcune pagine. Infatti, non a caso, nelle mie descrizioni, faccio molta differenza tra la periferia e la città, ma pochi se ne accorgono. Napoli è una città meravigliosa, tutte le volte che ci torno me ne innamoro perdutamente.  Luca e Anna sono un po’ il risultato delle persone che ho conosciuto, c’è molto di me in Luca, ma anche in Anna, li ho incontrati nei vicoli in cui sono cresciuto, sono cresciuti con me.

5)      Se fossero proprio loro a parlare, secondo te come promuoverebbero il tuo romanzo?

Non sono personaggi che amano molto promuoversi 😉  ma se proprio fossero costretti a farlo, credo lo farebbero con uno schiaffo e poi un bacio, un bacio di quelli che scandalizzano, mi pare ovvio.

6)      Nel romanzo tratti argomenti molto forti come la droga e la violenza. C’è un messaggio che vorresti far arrivare ai tuoi lettori?

No, nessun messaggio, non ho questa presunzione. Luca racconta la sua storia, ce l’ha fatta in qualche modo, basta questo. Ognuno è libero di trovarci il messaggio che vuole, non faccio politica.

E infatti questa è una delle cose che ho preferito nel tuo romanzo. Non ci sono intenti moralisti, il protagonista non si autocommisera, al contrario, ne esce come un ragazzo deciso ad affrontare la vita, che abbraccia il futuro nonostante il passato non sia stato proprio clemente con lui.

untitlednnn7)      Come dicevo nella recensione che ho curato per il tuo romanzo, questo era un libro che a pelle non mi attirava. Di solito non amo le storie che parlano di droga perché finiscono per essere tutte uguali. Poi, aspettando il treno, ho sfogliato la prima pagina del libro e il tuo stile mi ha catturata. Dire che l’ho divorato sarebbe sbagliato, perché mi sono proprio gustata ogni pagina e ho scoperto che ci sono tanti modi per raccontare lo stesso argomento. Tu secondo me hai un talento narrativo davvero spiccato, riesci a intrappolare il lettore in una storia che è sì cruda, ma allo stesso tempo tenera. E queste sensazioni si evincono dalla lettura. (Ho dimenticato che domanda volevo farti a forza di fare complimenti!) Vorrei che tu dessi un esempio di quello che ho appena detto ai nostri lettori. Scegli un estratto!

Beh, grazie per i complimenti, divento rosso tramonto, per fortuna è un’intervista scritta J Non è facile per me scegliere un estratto, ma per dare un’idea di quanto il romanzo possa anche essere, a suo modo, romantico, credo vada più che bene questo:

 “Pioveva l’oro nel posto dei profumi, quei pomeriggi dell’anima che chiedevano alle rondini di ritornare. Accompagnavamo le foglie a terra, sentivamo il suono, l’odore acido dalle vigne, voci lontane di altri e parole, così distanti da non esistere, così lontani – io e lei – che, se oggi piovesse, morirei. Non so spiegarlo ma lo vorrei, se solo piovesse oggi, potrei forse ritornare alle prime gocce del temporale, le sue scarpe rimaste sole e i piedi nudi sulle foglie ancora vive, sparse sul sentiero, perse dentro l’anima, dove ho l’oro di quei momenti che non torneranno. Forse un giorno, ritroverò la via del sogno e torneremo, io e lei, a riparare i giochi dimenticati nei cortili, a correre per trattenere il giorno, a perdere la via di casa e fare l’amore per la prima volta, il seno nudo nelle mie mani fredde, le cosce aperte e la folta giovinezza, il sangue lasciato a guarire nella ferita da leccare e tutto un sentire potremmo essere, tutto un sentire e senza mai smettere, scrivere nell’aria le più stupide lettere d’amore.”

Hai scelto un bellissimo estratto, (lasciando perdere il confessionale 😉 ), credo che i nostri lettori possano davvero assaggiare l’anima del tuo romanzo con queste parole e soprattutto il tuo stile che, ripeto, è davvero unico.

8)      Com’è stato il tuo incontro con la Butterfly?

Molto positivo, chiaro e senza mai punti oscuri, oggi è davvero una rarità.  La Butterfly è come una grande famiglia, sono felice di farne parte.

9)      Che tipo di lettore sei? Quanto spazio hanno gli esordienti nella tua libreria?

 

Sono un lettore molto flessibile, nel senso che leggo di tutto, non ho un genere ben definito, mi piace la bellezza, cerco la bellezza ovunque, per citare i Marlene, quindi leggo di tutto. Mi sono avvicinato molto di più agli esordienti, devo dire che alcuni sono davvero sorprendenti, nessuno direbbe che si tratta di scrittori alle prime armi, ma spesso ci si lascia condizionare da questa etichetta. Io odio le classificazioni, pensa ad un mondo senza targhette, quanta bellezza troverebbe finalmente la giusta dimensione.

Mi trovi perfettamente d’accordo!

10)   Qual è, secondo Luigi, il punto esatto di due anime?

E’ il luogo dove la distanza smette ogni misura, dove due anime riescono a toccarsi, è il momento esatto in cui l’uno cerca l’altro, lo stesso sentire nello stesso istante, a volte succede, anche da lontano. Penso all’amore come a qualcosa di paranormale.

11)   Progetti futuri? Dove può seguirti il pubblico?

Sicuramente su facebook, nella pagina dedicata al libro, basta digitare il titolo: “Il punto esatto di due anime” o su quella della Butterfly edizioni. Non faccio mai progetti, ma sto scrivendo un nuovo romanzo, spero di finirlo, prima o poi.

Lo spero anche io! Di sicuro sarò una tua lettrice!

Questa era l’ultima domanda. Grazie per la bella chiacchierata e sappi che continuerò a rubare i tuoi stati Facebook 😀

 

Non serve che li rubi, te li regalo 😉 Grazie a te, Laura. Un caro saluto e complimenti per tutto.

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