#Laura-Dì: “La battaglia di Salamina”- Andrea Frediani

“La battaglia di salamina” conclude la duologia di Frediani dedicata alla seconda guerra persiana.
Dove eravamo rimasti?

Chiacchieravamo di Leonida e dei suoi trecento. Cosa successe dopo la loro disfatta?

Mentre gli spartani morivano alle Termopili, la flotta ateniese era impegnata a contrastare quella persiana presso capo Artemisio. 

Non subirono una sconfitta, ma si videro costretti a ripiegare le navi verso Salamina. I persiani, nel frattempo, penetrarono in Grecia conquistando la Biezia e l’attica.

Frediani ci porta ad Atene, dove la popolazione, guidata da Temistocle ed Euribiate si sta preparando a lasciare la città.

Non tutti però si convincono ad abbandonare l’acropoli e, fra questi troviamo Basilide e Labda. Fra i due c’è un rapporto di amore e odio. Basilide è fuggito dalla sua terra per non dover sottostare ai persiani.

Pensa in questo modo di riscattarsi per non essere stato fra i trecento che avevano combattuto con Leonida alle Termopili, mentre Labda lo segue solo perché prova per lui un amore profondo.

Basilide però non è solo uno spartano che non vuol sottomettersi agli invasori, ma anche un uomo profondamente ferito, non solo nel fisico, ma anche nell’anima da un amore che ha dovuto scegliere di abbandonare.

Lei è Artemisia, la donna più potente agli ordini di Serse.

E mentre i persiani si avvicinano alla città, conquistandola a fatica, grazie alla resistenza di chi è rimasto, per Basilide arriva il momento di fare i conti con il suo passato.

Questo breve romanzo non mi ha coinvolta quanto il precedente.

Da un lato la battaglia di Salamina riveste sicuramente un ruolo fondamentale nella storia dell’occidente, ma dall’altro non è appassionante quanto quella delle Termopili.

In queste pagine si parla della flotta, dei dissidi fra i comandanti, della volontà dei greci di non sottostare all’invasione, ma non si legge con la stessa emotività che accade quando si parla di Leonida.

Serse viene sconfitto e da quel momento perderà ogni interesse alla conquista della Grecia. Fu sicuramente una battaglia, al pari di quella di Maratona, fra le più importanti della storia.

I Greci uscirono da questa guerra rinnovati e questa nuova considerazione di se stessi portò alla nascita della cultura occidentale. 

Non sono però riuscita a provare empatia con i personaggi, nemmeno con Basilide e con il suo coraggio. Ho sempre sentito questo personaggio freddo, come se fosse su un altro piano di lettura sul quale io non sono riuscita ad arrivare.

Nel suo complesso credo che Frediani vada letto, soprattutto da chi ama la storia e vuol conoscere l’importanza delle battaglie il cui esito ha avuto conseguenze anche per il nostro futuro.

Ora ho rimasto un bel romanzo su Giulio Cesare da leggere, sempre di questo scrittore. 

Vi farò sapere se Frediani mi terrà, ancora una volta, incollata alle pagine. 

Recensione a cura di Laura Bellini

 

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