#Laura-Dì: La nuova vita di nonno Napoléon – Pascal Ruter

Un romanzo con un potenziale inespresso!
“La nuova vita di nonno Napoléon” è un romanzo che ho comprato per caso. 

Avevo voglia di storie un pochino diverse dal mio solito genere e questo aveva attirato la mia attenzione.

La storia è quella di un ottantacinquenne che improvvisamente decide di separarsi dalla moglie per vivere ciò che fino ad allora non ha vissuto.

Mi sono detta che il romanzo poteva essere interessante perché avevo l’impressione che dovesse addentrarsi nella psicologia di questo anziano signore e restituirne un ritratto probabilmente commovente.

Questo mi aspettavo, ma sono stata delusa.

Napoléon è un personaggio sopra le righe, questo lo si capisce solo leggendo la sinossi. Nessun uomo “normale” divorzierebbe alla sua età!

Il problema è che è talmente esagerato come uomo da risultare una caricatura.

Eccede in ogni cosa. Tanto che mentre leggi ti senti carne macinata stipata dentro un budello. Questo personaggio non ha una linea, quello che ci descrive l’autore è semplicemente un uomo esagerato nei modi e nei pensieri.

Ama la moglie, ma la lascia, quando invece avrebbe dovuto aggrapparsi a questo sentimento, vista l’età. Ma va bene, d’altronde erano le motivazioni di questo gesto ad avermi incuriosita.

Sono sincera però, io non ho capito dove voleva andare a parare l’autore. e alla fine il motivo per cui nonno Napoléon divorzia dalla moglie non mi è apparso così chiaro.

Mi spiego meglio perché il messaggio di fondo c’è e si evince dalla trama.

Quest’uomo non accetta di essere arrivato al fondo della sua vita. Si ostina ad aggrapparsi a un passato che non può più vivere, fatto di incontri sul ring e vitalità.

Non vuole accettare l’aiuto di nessuno, figuriamoci quello della moglie. Napoléon semplicemente non è pronto alla vecchiaia e la rifugge.

Peccato per com’è stata sviluppata l’idea perché questo romanzo aveva le carte in regola per entrare nel cuore del lettore.

Al posto di un sentimento di empatia e commozione invece il lettore ha uno sfogo di orticaria ogni volta che un personaggio di questo libro entra in scena.

Non ne ho trovato uno, nemmeno il piccolo nipote, che potesse essere ancorato a un comportamento reale.

Per un po’ ho confidato nella moglie abbandonata, ma poi anche lei ha iniziato a comportarsi come una sciocca e il risultato è stato quello di aver avuto sottomano un romanzo inverosimile che non è riuscito a toccare alcuna corda per farmelo piacere.

Recensione a cura di Laura Bellini

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