Parole al Rogo: Un Mediterraneo senza ONG

Ed eccoci al primo appuntamento con Parole al rogo, una nuova rubrica in anteprima sul Sole e Luna Blog. Oggi parliamo del mare nostrum, del mar Mediterraneo, quello che io, nel mio libro sull’immigrazione, ho definito “cimitero". Vediamo il nostro autore che cosa ci dice!

UN MEDITERRANEO SENZA ONG, LA BANALITA’ DEL MARE

Un Mediterraneo senza ONG è un posto fuori dal tempo, insensato e bigotto. Un mare che baratta l’umanità con l’idiozia, il soccorso con la crudeltà insensata.

Dire che le ONG sono al soldo dei trafficanti di esseri umani, oltre ad una diffamazione, è una falsità: se chi lo dice poi ha ruoli ufficiali e di rappresentanza allora è anche espressione di una menzogna intenzionale. 

Lo so, siete stanchi della retorica del “salvare vite umane”, come se fosse poi un tema delegabile alla mera retorica. Siete stanche del buonismo, del perbenismo e dell’umanitarismo che certo non salveranno il paese.

Ma sono stanco anche io, esausto di leggere e ascoltare valanghe di mediocrità, di becera vigliaccheria travestita da cinismo. Non ce la faccio più della gente che non ce la fa più. Guardiamoci in faccia: sfiniti e frustrati torniamo a casa dopo giornate di sudore amaro mal retribuito convinti che l’origine di tutti i nostri problemi sia una barca da disperati che affonda al largo della Libia.

Ridicoli e vigliacchi, sempre pronti ad azzannare il più debole, ad inchinarci al più forte, e ad esercitare la più estrema delle indulgenze nei confronti di noi stessi.

L’apoteosi della banalità del male.

I trafficanti di disperati continueranno ad abbandonare i profughi in mare, confidando in quegli SOS lanciati più per convenienza che per pietà. Un Mediterraneo senza ONG non significa fermare gli scafisti, significa soccorsi meno rapidi, in situazioni dove ogni minuto che passa può potenzialmente salvare una vita umana: perché quelle persone saranno in ogni caso abbandonate tra le onde.

Con la differenza che ora sarà molto più difficile che ne escano vive. Ma questo lo sappiamo tutti, anche se voltiamo la testa: è la banalità del mare.

Flavio Carlini

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