#Recensi-dì Forse la felicità di Egidio Mariella

Forse la felicità… un libro evocativo!

Il giovedì è all’insegna delle nostre recensioni. Oggi conosciamo il libro di Egidio Mariella!

Trama

Non c’è spazio per i sogni, lo sa bene Alessio, che ha smesso di credere in qualunque cosa. Non c’è tempo per arrendersi, lo sa bene Luca, che al destino non intende concedere alcuna libertà. Sullo sfondo della loro amicizia si apre uno scontro che sembra non avere né vinti né vincitori, mentre sui ricordi sparsi nella loro casa di periferia si accumula, senza sosta, quel sottile strato di polvere, all’apparenza innocuo, ma in realtà destinato a soffocare anche ogni loro desiderio. Eppure i sogni non muoiono mai. A volte, semplicemente, passano di mano. 

Di solito quando scelgo di recensire un libro la prima cosa che faccio è quella di informarmi sulla trama e sull’autore, per farmi un’idea, per capire se il libro può interessarmi o meno. In genere anche quando la trama non mi ispira, do comunque un’occasione all’autore, però con questo libro non ho ascoltato l’istinto, non ho preso informazioni e mi sono limitata ad accogliere la richiesta. 

Ebbene Forse la felicità è quel libro che arriva quando stai cercando delle risposte, quando le hai ma hai comunque bisogno di altre certezze, quando hai bisogno di sperare che tutto andrà meglio. 

Sarà che per Milano, per quelle stradine ci ho camminato, sarà che ho fatto quei mega aperitivi dove con un calice di Tassoni ti senti il padrone del mondo, questo libro riesce a fonderti con i personaggi, Alessio e Luca, Chiara, Sara, Federica e le loro storie. 

Alessio e Luca hanno trascorso insieme gli anni migliori della loro gioventù, anche quando la maturità li ha differenziati. Dopo essersi laureato in economia Luca trova lavoro in un’azienda della provincia mentre Alessio, ingegnere informatico, con uno stage a Berlino, dopo un breve periodo di lavoro torna a Milano alla ricerca di un posto “fisso” e nel mentre si trova ad affrontare la rottura improvvisa della sua storia con Sara, che “i suoi occhi erano tanto grandi quanto sinceri” che sposata al suo lavoro e non pronta per una relazione a distanza decide di accettare il lavoro tanto atteso in Inghilterra ma “le persone si scambiano promesse, si confidano sogni e condividono progetti di vita, naturalmente per l’eternità…perché si mette in mezzo la parola amore, senza badare al suo significato, per inserirla in un contesto in cui non c’entra nulla. Con quella parola si giustifica tutto, si priva ogni gesto della razionalità e si fa di questo un punto di forza”. Luca è felice della sua vita e si immagina fra dieci anni anche sposato “Ecco, io mi immagino proprio lì, con lei accanto. Senza tenerci per mano, senza sentirne il bisogno, legati da un’intesa che va oltre il sentimento. Oltre quell’istante. Oltre qualsiasi altra cosa. Le persone che ci passano accanto e ci sfiorano senza capire”, una lei che però tarda ad arrivare, mentre Alessio dopo aver trovato lavoro come sviluppatore in un’azienda dovrà scegliere se restare o partire per l’India. 

Ecco, dopo questa breve premessa posso dirvi che Alessio e Luca sono uno l’opposto dell’altro ma comunque complementari, e metafora della vita di tutti i giorni, delle emozioni e anche inquietudini che tutti noi almeno una volta nella vita ci troviamo ad affrontare. Cambia certo il modo di reagire, ma ci tengo a sottolineare che due sono i motivi mi hanno fatto amare questo libro, il primo è la scrittura fluida, chiara senza mezzi termini o giri di parole, diretta, cruda come la verità, forte come la rabbia, l’amore e il secondo è il tema della precarietà del lavoro, di cui si parla molto e si trascura l’effetto che  ha sui giovani che dopo molti sacrifici, curriculum sparsi per il mondo, stage e il desiderio di mettere radici si sentono presi in giro da false promesse di un lavoro stabile solo se si hanno tot anni di esperienza. 

Ecco, Egidio riesce attraverso queste pagine di amicizia, amore, decisioni a trattare con mano dolce e a volte rabbiosa un tema nuovo, il lavoro, da cui tutti cerchiamo di distrarci, non pensarci ma Alessio, nonostante affronterà una dura decisione, fatta anche di rimpianti ci insegna che a fare la differenza è proprio la volontà di mettersi in gioco. 

Se consiglio questo libro? Assolutamente . 

Perchè in quelle pagine speri di trovare le parole giuste. Ci deve essere per forza qualcosa che ti è sfuggito e che, riletto a distanza di tempo, ti fa capire dove hai sbagliato. 

 

Recensione a cura di Rosanna Sanseverino

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