Recensi-dì Il respiro dei ricordi

Oggi abbiamo la recensione al libro di Linda Bertasi, già stata ospite del nostro Blog, al suo libro Il respiro dei ricordi.

La soluzione, la cura ai nostri malesseri può e deve essere ricercata nel nostro passato, solamente conoscendo l’origine del disagio potremo trovare sollievo e guarire. Se a tale ricerca aggiungiamo il potere guaritore e salvifico dell’arte, possiamo essere certi che la nostra vita sarà salva.

Primi decenni del 1800. Kristin è una donna differente dalle altre: la sua passione per la scrittura è abbastanza particolare se paragonata ai passatempi delle donne del suo periodo storico, difatti, i commenti riguardanti la sua passione per l’arte contengono una nota di disappunto, più o meno marcata, anche quando provengono dalla bocca di Gwen, sua sorella maggiore. Kristin e Gwen vivono nella proprietà di famiglia, una proprietà che sta perdendo il suo fascino a causa delle ristrettezze economiche ma che potrà risollevarsi grazie all’intervento del marito di Gwen. La passione per la scrittura porta spesso Kristin a effettuare delle vere e proprie fughe per poter rimanere in solitudine e cogliere l’ispirazione dal vento e dallo scenario naturale. Proprio durante una di queste fughe assiste a una scena che la lascia attonita: una donna accompagna una ragazzina su una sedia a rotelle, in breve tempo, la ragazzina è appesa alla scogliera e si regge appena con le sue fragili mani, della donna, nessuna traccia. Kristin non può fare affidamento su nessuno, deve agire e deve farlo immediatamente. Riesce a salvare la ragazzina che viene portata presso la dimora di Kristin nella quale viene lasciata riposare fino a che suo padre, il barone  Percy, verrà a riprenderla. Per una frazione di secondo Kristin ha l’impressione che la ragazzina sia in piedi, che si regga sulle sue gambe, idea che viene subito messa da parte ma che rimarrà e, come un tarlo, solleverà nuovi interrogativi. Kristin ha la possibilità di rimanere da sola con il barone e nuovamente accade qualcosa di strano: il barone suscita in lei sentimenti contrastanti e un senso di desiderio che andrà via via a crescere. Per Kristin tutto ciò è insensato, lei non desidera un uomo, non pensa al matrimonio, è una donna differente, lo è sempre stata, eppure il barone riesce a farle perdere il controllo. Quanto durerà questa situazione?

Linda Bertasi tratta di più argomenti spinosi con grande delicatezza e con talento. Argomenti attuali come la paura dell’abbandono, la pazzia, la vergogna delle proprie origini, la consapevolezza che l’arte possa sistemare ogni cosa, possa salvarci. L’autrice inserisce un ennesimo tocco di eleganza: l’incontro tra Kristin e Jane Austen. Questo incontro avviene in maniera così naturale e così delicata da riuscire a incastrarsi alla perfezione all’interno della vicenda e a risultare perfettamente realistico, merito certo del lavoro di ricerca dell’autrice. L’intero romanzo è narrato utilizzando uno stile ricercato quanto scorrevole, il riferimento all’epoca storica impregna ogni battuta. È un romanzo frutto di un intenso lavoro di ricerca, di collaborazione e di passione. La trama, in questa recensione molto risicata, è stata costruita alla perfezione, l’intreccio appassionante, il confine tra realtà e illusione così labile da trasportare il lettore all’interno della disperata ricerca di Kristin. Leggendo “Il respiro dei ricordi” ci si sente schiaffeggiare dallo stesso vento che smuove il vestito di Kristin, si percepisce lo stesso freddo, si riesce a sentire il rumore delle onde sugli scogli.  L’aspetto psicologico di rimozione del trauma è stato trattato sia nella psicologia che nella psichiatria fin dalle origini, inserirlo in un romanzo e far si che funzioni, non è una sfida semplice. L’autrice è riuscita a creare più percorsi e a seguirli e sviscerarli contemporaneamente senza lasciare nulla al caso: più profonda è la discesa nell’abisso, più forte e potente sarà la catarsi.

Recensione a cura di Domenica.

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