#Recensi-dì: Nessuno è intoccabile di Thomas Melis

Ricominciamo a scrivere recensioni, ogni giovedì, e lo facciamo con Thomas Melis, che abbiamo recensito tempo fa leggendo il libro A un passo dalla vita, la storia di un giovane che, dolente o nolente, si faceva trascinare dal giro di droga.
Il genere che affronta Melis è sempre noir-thriller, questa volta con un linguaggio e uno stile più maturo e affrontando il tema delle mafie e delle lotte tra clan.

Qui il vero protagonista della storia non è più la droga ma la mafia, il desiderio di emergere sull’altro e di avere il potere di fare le regole, l’ambizione, la malavita, su tutti la corruzione.

«Apri gli occhi, Enrique. Non serve a niente che vada al lavoro: seus mortus. Siamo finiti. E tu non capisci». «Io non sto giocando a biglie, Benede’. Sto facendo quello che devo. Lo sto facendo per noi due…» «Non ce la facciamo più… santu Deus! Siamo pieni di debiti. Abbiamo la fune delle banche maledette stretta attorno al collo e stiamo solo recitando una parte, solo scavando una fossa più profonda… eppure ci vorrebbe così poco». 

Sì, quella corruzione che spinge anche coloro che dovrebbero essere onesti e far rispettare le leggi – per l’incarico che ricoprono – a diventare dei collaboratori dei malavitosi, dei conniventi. Perché il potere dei soldi e del sangue è più importante, per loro, dell’onestà e del rispetto verso il mestiere che si ricopre.

E così, s’incontrano politici conniventi, che intessono rapporti con le organizzazioni criminali, che cercano voti  per rimanere al potere, ma talvolta questi  consensi sono da ricercare nelle mafie.

Il libro è ambientato nella bella Sardegna, in un luogo lontano dal turismo di massa e di lusso: siamo a Porto Sant’Andrea. Il dialetto anima i discorsi e i pensieri dei personaggi del libro.

Degortes e il Castigliano uniti per contrastare la famiglia dei Corràsi e per imporre il proprio dominio su Porto Sant’Andrea. In tutto questo, la politica e il politico Fenu cercano di sfruttare le lotte tra clan per accrescere il proprio potere e per alimentare la speculazione immobiliare su tutta la costa.

L’inizio del libro è in medias-res: il sergente Licheri e il caporal maggiore Ghisu vengono messi sotto scacco dal Castiglianu e da Vissente Degortes. Questi ultimi, sono alla ricerca delle armi americane sotterrate durante l’operazione Gladio.

È un libro sicuramente adatto a un pubblico adulto, amante del genere noir-thriller e di tematiche che toccano la mafia, la corruzione, la lotta per il potere. Ci sono tantissimi discorsi diretti e lo stile è cinematografico: sembra di vedere un telefilm sulla mafia. Non mi stupirebbe un suo adattamento. Leggermente di troppo la puntualizzazione sulle armi usate dai personaggi, sulla loro classificazione. Per chi non è del mestiere, sapere o non sapere di che tipologia di arma si tratta è indifferente.

Un altro ottimo risultato per Melis.

Recensione di Dylan Berro

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