#Laura-Dì: La figlia del matematico – Laura Kinsale

Ho comprato “La figlia del matematico” molti mesi fa, oserei dire ancora prima dell’estate e poi l’ho lasciato a decantare in attesa fino a qualche giorno fa quando mi sono detta che era giunto il momento di leggerlo.

Non so se a voi capita mai, ma mi accade di comprare libri che poi, a lungo andare, non so nemmeno perché ho voluto.

Con questo è accaduto proprio così. Non ricordavo nemmeno la trama, figuriamoci il motivo per cui l’avevo scelto.

Ma, come ogni tanto accade, proprio questi libri si rivelano una sorpresa inimmaginabile!

Parliamo di un romanzo d’amore, di quelli che di solito mi fanno venire l’orticaria. Dico di solito perché quando la storia non è banale ma ricca di avvenimenti, con un intreccio appassionante, allora anche il mio animo romantico esce fuori.

Maddy Timms è una giovane ragazza che aiuta il padre cieco, nei suoi studi matematici. La sua è una famiglia di quaccheri, spesso li ho sentiti nominare nei romanzi, ma mai tanto approfonditamente come in questo.

Il signor Timms segue il sogno di dimostrare che la teoria euclidea non è corretta e lo fa appoggiandosi, per i suoi studi, a un uomo che è lontano anni luce dalla loro idea di moralità.

Lui è il duca Jervaulx, un dongiovanni impenitente che si fa beccare a letto con la moglie di un nobiluomo e viene sfidato a duello.

Quando conosciamo Christian, la sua salute non è di ferro. Il duca accusa uno strano intorpidimento alla mano e un terribile mal di testa. Ciò nonostante accetta la sfida. Proprio quando l’avversario fa partire il colpo, Christian si sente male e cade a terra.

Viene dato per morto ed è proprio Maddy una delle prima a sapere la notizia. Per lei è un duro colpo, anche se ha sempre trovato irritante quell’uomo.

Qualche tempo dopo, per far fronte alle esigenze economiche sue e di suo padre, accetta il lavoro di infermiera presso un cugino che gestisce un manicomio che viene considerato all’avanguardia.

Qui Maddy incontra Christian, fatto internare dalla sua famiglia e creduto pazzo.

Sarà solo con la forza di questa ragazza che il duca potrà tornare a farsi accettare in società. Ne succedono di tutti i colori, e io non voglio rovinarvi la lettura raccontandovi più di quanto è già svelato nella trama.

Il duca di Jervaulx subirà un mutamento profondo grazie alla presenza della casta Maddy. Il suo è sicuramente il personaggio che più ho apprezzato. L’autrice è stata bravissima a far entrare il lettore nella mente di quest’uomo che di punto in bianco si trova inerme di fronte alla vita.

Ha difficoltà a parlare e a capire.
Sa di non essere pazzo ma l’impotenza nel poterlo provare lo rende violento e instabile.
Sarà un lungo percorso quello che lo porterà a riappropriarsi della sua identità e del suo titolo.

Maddy, d’altro canto, è irritante da inizio a fine libro. Probabilmente i quaccheri non saranno mai affini alla mia personalità, ma sono state tante le volte in cui avrei voluto prenderla a schiaffi, che alla fine ho smesso di contarle e mi sono arresa.

Lieto fine sì, ma non banale. Non costruito, non ricercato a tutti i costi. In questo romanzo l’amore la vince sui soliti belloni da copertina.

Maddy e Christian sono due persone reali che si incontrano e, per uno strano caso del destino, capiscono di appartenersi.

Ho terminato il romanzo con un po’ di rimpianto.

E alla fine, anche a me piacciono le storie d’amore!

Recensione a cura di Laura Bellini

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