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Saul Diablo – Amore e morte nel barrio delle anime

saul

Oggi vi presentiamo la recensione a Saul Diablo, amore e morte nel barrio delle anime.

La storia narra la parabola di trasformazione del giovane Saul Cruz, anonimo ventenne benzinaio presso il distributore di quartiere, in una sorta di simbolo per i coetanei del Barrio per essersi opposto all’egemonia violenta della gang dei Primeros, che detta legge nel suo quartiere, Il Barrio delle Anime

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Massimo Severi l’abbiamo conosciuto con “La strada verso il tramonto”, un libro dalle note romantiche e da viaggi on the road. Lo ritroviamo in una scrittura nuova, violenta, diretta.

“Saul Diablo” è il barrio delle anime perse e di quelle che ancora camminano per trovare la speranza.

E’ il barrio delle verità, dei cacciatori e delle prede dove ogni cosa ha il suo prezzo. Un prezzo che tardi o presto si pagherà.

“In una calda notte d’estate, il giovane Saul Hidalgo Cruz è fermo da alcuni minuti di fronte all’ingresso di una piccola chiesa”.

Fin da subito ci viene presentato il protagonista che tiene il filo del racconto dalla prima all’ultima pagina.

E’ un ragazzo dall’anima in tempesta, continuamente in bilico fra cos’è giusto e cosa non lo è.

Con un gran senso del dovere e della famiglia. E’ il clichè del tipico ragazzo per bene, che con sacrifici e “schiaffi” in faccia, cerca di costruirsi una propria reputazione,un proprio mondo.

La storia di Saul si svolge in East Los Angeles, parte prevalentemente ispanica e governata dalla gang dei Primeros. Saul dovrà districarsi fra la gang del quartiere, in particolar modo dal figlio del boss che tiene Saul per le mani come fosse una caramella, avendo scoperto un segreto su sua madre, una relazione difficile con una coetanea benestante e l’arrivo delle rondi J4LA. A tenere in piedi la struttura della storia, sarà anche un altro personaggio, Abuela, la nonna strega che tutto sa e tutto vede e predice.

Tra una matassa di inganni, oscure verità, rabbia incandescente, alla fine di tutta questa storia non troveremo altro che un

“Ragazzo con una grande paura di non vedere l’alba”.

E’ un libro diverso in cui Massimo ha dimostrato di essere versatile, uno scrittore  capace di passare da un tema all’altro con scioltezza e maestria, calandosi in ogni personaggio e rendendolo proprio sia nell’aspetto sia nel linguaggio. Piccolo disclaimer, è un libro adatto dai 18 anni in su, per cuori forti  e che vogliono confrontarsi con una realtà che per quanto ci sembri lontana è più vicina di quanto crediamo.

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Recensione a cura di Rosanna Sanseverino

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