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#Segnala-dì Il garzone del boia di Simone Censi

SEGNALAZIONE

IL GARZONE DEL BOIA

Ambientato nell’Italia dell’Ottocento, IL GARZONE DEL BOIA è la storia del più celebre esecutore di sentenze capitali dello Stato Pontificio, Giovanni Battista Bugatti detto Mastro Titta, raccontata dal suo aiutante comprato per pochi soldi dalla famiglia di origine per farne il proprio garzone.

Una visione assai diversa, a volte in contrasto con quella del proprio Maestro che vede il mestiere del boia come una vocazione, mentre per il buon garzone è solamente una scelta obbligata dalla quale fuggire alla prima occasione.

Gli eventi si susseguono tra le esecuzioni di assassini e le storie vissute dai protagonisti o raccontate dal popolino sotto la forca.

Il Maestro cresce il proprio aiutante iniziandolo anche alla lettura e alla scrittura, così che il romanzo presenta una doppia stesura.

Una prima, in corsivo, fatta dall’aiutante alle prime armi, con un linguaggio spesso forte e colorito e una seconda scrittura, quando oramai avanti con l’età su consiglio del suo analista, riprende in mano questa storia per fuggire dai fantasmi che ancora lo perseguitano.

DOVE TROVARLO

https://www.mondadoristore.it/Il-garzone-del-boia-Simone-Censi/eai978886963188/

https://www.ibs.it/garzone-del-boia-ebook-simone-censi/e/9788869631887

https://static.lafeltrinelli.it/ebook/simone-censi/garzone-boia/9788869631887

https://store.streetlib.com/it/simone-censi/il-garzone-del-boia/

https://www.amazon.it/Simone-Censi-Libri/s?ie=UTF8&page=1&rh=n%3A411663031%2Ck%3ASimone%20Censi

https://www.amazon.it/garzone-del-boia-Simone-Censi-ebook/dp/B07LDLW693/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1547225914&sr=1-1&keywords=Simone+Censi

UN ESTRATTO

Quel mio nuovo padrone, se così andava chiamato poiché ero stato ceduto alla stregua di uno schiavo, stava davanti a guidare il carro, seduto al centro del panchetto sotto di un mantello scuro che gli scendeva dalle larghe spalle lungo la corta schiena e con il capo coperto da un cappello nero e liso ben calzato fino alle orecchie, con le falde curvate verso il basso a coprire gran parte del viso.

Il carro avanzava sulla strada sconnessa saltellando al passaggio su sassi e radici sporgenti, mentre lui impassibile era lì come se io non ci fossi, o come se fossi lì di nascosto a lui o ancor meglio come stesse trasportando un sacco di patate che par mio si accasciava da un lato o dall’altro a ogni sussulto del mezzo.

Non mi rivolgeva parola e canticchiava una cantilena scema e senza rima che a malapena capivo e che a oggi non ricordo, tenendo stretto tra le labbra un filo derba.

Sembrava ogni tanto, camuffandola con una leggera flessione del collo, come se mi volesse osservare di sottecchi, come a vedere se c’ero ancora o avevo preferito fuggire come avrei potuto fare agilmente saltando giù dal carro nonostante la mia menomazione.

Certo, con la gamba più corta che avevo non ero un fulmine ma il bosco lì intorno lo conoscevo bene e sarebbe stato agevole far perdere le mie tracce.

Non ero un prigioniero, poiché non aveva preso la precauzione di legarmi mani e gambe, mi aveva comprato e messo sul carro, appunto come si potrebbe fare con un sacco di patate o come se lui fosse stato il fato che veniva a darmi la possibilità di una vita diversa.

Riflettendoci ora capisco che mi mise alla prova, lasciandomi il libero arbitrio di decidere per la prima volta in maniera autonoma cosa volevo fare della mia vita.

Mi sembrò di scorgere dai tratti del suo viso che non erano celati dal cappello, una smorfia di sorpresa nel vedermi ancora seduto dietro al carro, come se desse per scontato la mia fuga.

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Il gallo nel pollaio del Treca era il giovane curato arrivato da non troppo tempo da quelle parti e stava un po’ troppo sbottonato per dare benedizioni e soprattutto un po’ troppo morto per portare argomenti a suo favore.

Come il Treca si riebbe dinanzi a quel misfatto, gli risalì un impeto di rabbia e iniziò a biastimare e inveire contro il curato, la moglie e la di lei sorella.

Vista la situazione un poco affollata e l’odore di sangue farsi pregnante in quella stanza che tenevano chiusa per evitare occhiate indiscrete di chi già si stava arrampicando sui tetti vicini, decisi che la cosa migliore era quella di attendere fuori il Maestro che mi riferisse sul da farsi.

Così iniziai a fare la processione tra tutti i gruppi di curiosi che là davanti si erano radunati e che cambiavano discorso quando si accorgevano che l’aiutante del boia si faceva appresso.

Ognuno diceva la sua e assommando tutte le versioni venne fuori quella popolare.

Io, ad essere sinceri, ero sempre per il: Vox populi, vox Dei1, ma Mastro Titta, in più di una occasione si dimostrò per: Nec audiendi qui solent dicere, Vox populi vox Dei, quum tumultuositas vulgi semper insaniae proxima sit.2

A dire la verità Alcuino questa volta si sbagliava di grosso e ora vi spiegherò le ragioni di Isaia.

 

L’AUTORE

Marito e padre. Laureato in Scienze Politiche e Giurisprudenza. Impiegato. Ho all’attivo numerose pubblicazioni in rete e su varie antologie di poesia e narrativa, tra le quali: Secondo posto al Premio Internazionale Il Labirinto con il racconto “Riflesso tonico labirintico” (Movimento Labirintista – 2008). Terzo posto al Premio Lupo con il racconto “L’anabasi dell’uomo moderno” (Faeto – 2009). Finalista del concorso nazionale E-Scrivo e pubblicazione della raccolta di racconti “Ghost Hunter – Il metodo Gallagher” (D’Accolti-2012). Vincitore del concorso nazionale FantaExpo con il racconto “La lettera del Male” (Salerno – 2012), vincitore del Premio Write-Aids con la poesia “Viandanti smarriti” (Ferrara – 2012). Terzo posto al concorso Tuttiscrittori con il racconto “Quello che vedo” (Coarezza – 2013), secondo posto al Premio Giuseppe Matarazzo con il romanzo “Il Garzone del Boia” (Montescaglioso – 2013). Vincitore del Premio internazionale di poesia Festival degli Spaventapasseri con la poesia “Il cattivo Spaventapasseri” (Rovetta – 2014). Pubblicazione del romanzo “Amico, Nemico” (Montag – 2015), vincitore del concorso Io penso in siciliano con il racconto “Damon Gallagher in Truvaturi” (Montalbano – 2015). Vincitore del Premio Luogos Scripture Contest con la poesia “Seduto a terra” (Rivista Luogos – 2016), vincitore del concorso Io penso in siciliano con il racconto “Altrove” (Montalbano – 2016), secondo posto al Premio Inula con il racconto “Inquietudine migratoria” (Marina di Camerota – 2016), pubblicazione del quaderno di poesie “Verso i luoghi del tramonto” (Vitale Edizioni – 2016). Vincitore del Premio letterario Mondoscrittura Città di Ciampino con la poesia “Dritto contro il vento” (Ciampino – 2017), vincitore del Concorso Letterario Internazionale Macugnaga e il Monte Rosa con la poesia “Enrosadira” (Macugnaga – 2017), secondo posto al Premio Italia Medievale con il racconto “I segni della fine” (Milano – 2017), vincitore del Concorso Italicaexpo Terra Tricolore con la poesia “EVO” (Isernia – 2017). Secondo posto al Premio Internazionale La Mia Terra con il racconto “Fatti di terra, intrisi d’amore” (Vibo Valentia – 2018), vincitore del Premio LetteraturaHorror 2018 con il racconto “Ferocactus Coloratus” (Letteraturahorror.it – 2018), terzo posto al Premio del Mare Marcello Guarnaccia 2018 con il romanzo “La Isla” (Nulla Die Edizioni – 2018), terzo posto al Concorso Orto in Nero con il racconto “Mangialo” (Napoli – 2018), vincitore del Premio Letterario – Verso Sud con il racconto “Di nuovo lontano” (Villa Poma – 2018), pubblicazione del romanzo “Il Garzone del Boia” (Elison Publishing – 2018). Vincitore del Premio regionale di narrativa Storie … Nel cassetto con il racconto “Come fiori portati dal vento” (Agugliano – 2019), vincitore del Premio Letterario Internazionale Nessuno Scrive con il racconto “Damon Gallagher in Fante Rosso” (Rivista Nessuno Legge – 2019), vincitore del Premio Mario Tobino con il racconto “Esperar” (Vezzano Ligure – 2019), Terzo posto al Concorso letterario “Voci di Notte – Donne” con la poesia “Virgen” (Villamiroglio – 2019).

Segnalazione a cura di Rosanna Sanseverino

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