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#Segnala-dì L’arte di sparire di Claudio Vainieri

L’ARTE DI SPARIRE

Il giovane Marco Nidal si trova coinvolto in un caso di sparizioni seriali di persone, tra le quali suo padre. Coadiuvato dall’Ispettore di polizia Perduto e da una stagista nella redazione di un giornale, Marco cercherà di far luce sulle inspiegabili sparizioni, mentre i muri della città si riempiono di manifesti di persone scomparse. In una narrazione grottesca e surreale, Claudio Vainieri accompagna il lettore in un’indagine avvincente i cui risvolti si fanno via via più inquietanti, fino alla sorprendente soluzione dell’enigma.

UN ESTRATTO

La visibilità era limitata, una fitta nebbia avvolgeva il paesaggio. Difficile guidare in quelle condizioni senza l’utilizzo di fendinebbia, luce bianca e fascio luminoso orientato verso il basso, in modo tale da forare la nebbia. Circondati da aloni biancastri, era impossibile vedere il viso del conducente dell’automobile vicina. La circolazione era ferma in attesa della luce verde al semaforo, quando il verde scattò, le macchine con cautela ricominciarono la loro corsa. Le luci dei semafori erano appena percettibili. Le radici degli alberi erano nascoste dalla brina in via di formazione e sui marciapiedi le persone che camminavano erano poco più che ombre. Marco parcheggiò, erano circa le sette di sera. Lungo il viale, palazzine da poco costruite si alternavano offuscate dalla nebbia. Solo dopo qualche centinaio di metri trovò un bar aperto.

Dall’esterno la luce era debole e l’aspetto non sembrava dei migliori. Guardandosi intorno capì che non aveva altre soluzioni, l’umidità si faceva sentire e l’aria fredda graffiava i suoi occhi. Entrò. Vicino al bancone si trovava un uomo, non molto alto e con pochi capelli, carnagione scura sulla cinquantina. “Buona sera” disse Marco. “Buona sera a lei” rispose l’uomo che con le mani in tasca aveva lo sguardo perso nel vuoto. “Posso chiedere a lei?” domandò Marco. “Sì, il barista è uscito per delle commissioni, ma non si preoccupi. Chieda pure a me” rispose l’uomo che andò dietro al bancone. “Una coca cola, grazie.” “Eccola, vuole altro?” “Sì, prendo quel pacchetto di patatine.” “Prenda pure e si accomodi.” Non aveva molta scelta, c’era solo un tavolino con tre sedie. L’arredamento era essenziale: un bancone, la macchinetta del caffè, qualche bevanda e poco altro. Nello spazio comune, oltre al tavolo dove era seduto, un mobiletto per la televisione. Può darsi che il bar fosse aperto da poco tempo, o che fosse in corso una ristrutturazione, certo così gli affari non potevano andare gran bene. Marco era l’unico cliente e sedeva con le spalle rivolte alla porta d’ingresso. L’uomo poco propenso alla conversazione accese il televisore. Trasmettevano un reality, la sua attenzione fu presto catturata. Seducenti giovani ragazze e uomini col sorriso smagliante intrattenevano i telespettatori. Il sonoro era un insieme di urla diffuse. Sentì un rumore provenire dalla porta, Marco continuò a fissare il video, mentre sgranocchiava patatine e beveva coca cola. Era il momento delle immagini migliori della settimana e la presentatrice annunciò una piccante novità. Marco aveva già visto alcune di quelle scene negli spezzoni che vengono trasmessi ogni tanto in settimana. La porta del bar venne chiusa con maggiore energia e causò un rumore tale da farlo voltare, ma la nebbia all’esterno era sempre più fitta e la sagoma della persona che l’aveva causata non era riconoscibile. La presentatrice, intanto, aveva chiamato una concorrente. “Maria, sei pregata di recarti nella stanza del consiglio” disse la conduttrice. “Arrivo subito” rispose lei. “Bene, Maria. Come sai, in questa stanza gli altri concorrenti non possono sapere cosa stiamo dicendo. Sei sola con me e col pubblico in studio e a casa.” “Sì, lo so” rispose, facendo trasparire una certa emozione per lo spazio interamente dedicato a lei. “Dobbiamo mostrarti delle immagini che ti riguardano, sei pronta?” “Sì, sono pronta.” Si abbassarono le luci e la musica di sottofondo creò la suspense. Partirono le immagini. Il ragazzo con cui Maria aveva una relazione nel reality era stato sorpreso in atteggiamenti sospetti con un’altra partecipante. Stavano solo parlando, ma fra i due si notava una certa intimità. Le immagini si fermarono e la parola tornò alla presentatrice. “Maria, non avevi mai fatto caso a quello che abbiamo visto?” “No… No…” rispose, evidenziando il suo stato confusionale. “Bene, andiamo avanti.”

Dalle parole erano passati ad altro. Sdraiati su un letto, focosi baci e palpeggiamenti; le telecamere non censuravano nessun particolare. Quando Maria cominciò a piangere, lo schermo mostrava in contemporanea la sua immagine parallela a quella dei due amanti. Il tutto andò in onda senza interruzioni per svariati minuti. La presentatrice riprese la parola. “Maria, ci rendiamo conto che non è un momento facile per te, ma davvero pur vivendo nella stessa casa, non avevi mai visto o sospettato qualcosa?” Maria continuava a piangere, balbettava, singhiozzava e non riuscì a rispondere. La conduttrice sollecitò la ragazza a fare almeno una considerazione, ma nessuna risposta arrivò da parte dell’interessata. Fu così che vennero presentati gli ospiti, appositamente invitati per discutere di quella che inizialmente era stata introdotta come la novità della serata. Dalle lacrime di Maria, ai sorrisi e gli applausi delle presentazioni. Importanti direttori e direttrici delle più vendute testate di costume e società e personaggi dello spettacolo più o meno noti, dibattevano di quanto era stato proiettato. Qualcuno sosteneva che non era possibile non percepire segnali dell’accaduto, altri pensavano che lei avesse già capito, tenendosi dentro il peso della situazione. Un ospite, rivolgendosi alla ragazza, le disse che doveva essere felice di ciò che le avevano mostrato, aveva ora la prova che quel ragazzo non provava per lei l’amore vero. Quest’ultima considerazione fu quella che riscosse il maggior numero di applausi da parte del pubblico presente. Arrivò la pubblicità, il dibattito fu interrotto. Marco guardò l’orologio, era trascorsa più di un’ora dal suo arrivo. Voltandosi notò che il bar era vuoto. Assorto dal programma, non si era accorto di essere rimasto da solo.

SULL’AUTORE

Claudio Vainieri, classe 1982, vive in provincia di Milano.

Laureato in Storia contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano.

Tra i suoi interessi: la storia contemporanea, il cinema, la letteratura e la psicologia del profondo.

“ L’Arte di Sparire “ è il suo primo romanzo.

Segnalazione a cura di Rosanna Sanseverino

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